Atelier Autobiografico – Libri e ricordi di lettura

LIBRI E RICORDI DI LETTURA GENNAIO 15

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Le ragazze rubate e il Messico di Jennifer Clement

“Adesso ti facciamo diventare brutta, disse mia madre”.

Perché in Messico essere brutta è la cosa migliore che possa capitare ad una donna.

La scrittrice americana Jennifer Clement racconta in un romanzo bellissimo e intenso la storia della giovane Ladydi Garcia Martìnez e delle ragazze che, come lei, hanno subito la violenza di quel “labirinto di donne nascoste che è il Messico”.


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J. Clement, Le ragazze rubate, Guanda, 2014, 16,50.

Adelante!

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Adelante è un romanzo fresco, ricco di ironia e, perché no, divertente.

Pubblicato da Fazi e scritto in prima persona dalla giovane esordiente Silvia Noli, racconta le (dis)avventure di una ragazza, forse l’autrice stessa, alle prese con la precarietà del lavoro e dei sentimenti, e lo fa con la leggerezza ma senza banalità.

Con una scrittura agile e fresca, l’autrice ci coinvolge in una girandola di avvenimenti bizzarri e di situazioni paradossali, spesso drammatiche, di quelle che a raccontarle sembrano impossibili, eppure capitano, capitano eccome.

La soluzione? Adelante, sempre e comunque.

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Una bella occasione da cogliere al volo per rifornirsi di

buone letture!

Il sogno di Schroder è la storia di una bugia. Una bugia sulla quale Erik Kennedy fonda tutta la sua vita: la giovinezza, gli studi, l’amore, la famiglia…

Questo fragilissimo castello di carte rimane miracolosamente in piedi fino a quando il suo matrimonio finisce e il diritto di vedere l’adorata figlia gli viene sottratto. Allora Erik compie la follia e scappa dalla città insieme alla bambina, in una fuga che è al contempo atto criminale e scoperta di sé.


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E quando l’avventura giunge al capolinea, il lettore, tirato un sospiro di sollievo dopo il colpo di scena finale, si ritrova a provare simpatia per quello che ha tutte le caratteristiche di un folle, bugiardo criminale.

Amity Gaige, Il sogno di Schroder, Einaudi, 2014.

Ermanno Rea – Il sorriso di don Giovanni

«Io so che vivendo di libri e per i libri navigo su una zattera che non affonderà mai».

 

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Ne Il sorriso di don Giovanni Ermanno Rea costruisce un potente ritratto di donna: una figura inattuale, quella di Adele, che nei libri e nella letteratura vede una vocazione, una strada di salvezza, l’unico strumento di redenzione. Nei libri la vita, fino a confondere i piani, fino a cercare nella letteratura il percorso della propria esistenza. Certo, nel confronto tra la vita vera di Adele e le grandi esistenze letterarie qualcosa scivola e cade. Ma la grandezza del romanzo di Rea sta proprio nell’interrogativo che lascia a ogni lettore: cosa sono e cosa dovrebbero essere i libri per noi, giunti a questo punto della storia?

…«Come quando le dissi, proprio sull’onda dell’entusiasmo per Cent’anni di solitudine, che secondo me sarebbero stati i romanzi a salvare il mondo dalla dissoluzione. Non lo avevo mai detto prima, e neppure pensato. Quel giorno lo dissi. E il bello è che continuo a pensarlo, anche adesso che sono una donna sola e di molta esperienza e vedo intorno a me un’Italia stremata. Oh Dio, mi dico ogni tanto, che cosa fanno i romanzieri mentre la casa brucia? Perché sussurrano invece di parlare?»

     Ermanno Rea, Il sorriso di don Giovanni, Feltrinelli, 2014.

Fiaba d’amore – Antonio Moresco

«C’era una volta una vecchio che si era innamorato perdutamente di una meravigliosa ragazza».

Spietata, intima, dolce: Antonio Moresco ci consegna una storia che accoglie in sé tutta la crudeltà e la potenza della fiaba. E la fiaba è quella di un vecchio pazzo e di una ragazza meravigliosa che si scoprono, si amano, si allontanano, e poi attraversano la vita e la morte.

Con una scrittura limpida e lucida, che non teme di condurci nei punti più bui e bassi del quotidiano per poi aprirci orizzonti di luce e silenzio, questo nuovo racconto di Moresco ci trasporta in territori inediti alla scoperta di quella soglia tra il possibile e l’impossibile in cui si cela tutto ciò che è degno di essere conosciuto e raccontato.

«Non si sentiva venire un suono, una voce, dalle case vicine, dal cortile buio, come se non ci fosse nessuno, come se stessero tutti rintanati al caldo e con le finestre chiuse mentre fuori cadeva silenziosamente la neve. Come se non solo in quella casa ma in tutta la via e in tutta la città fosse cessata ogni voce e ogni respiro e ogni suono, come se tutto il mondo se ne stesse silenzioso e immobile trattenendo il respiro attorno a quei due che tenevano accesa la loro lucina nel silenzio e nel buio».

 

Da leggere insieme a:

Antonio Moresco, La lucina, Mondadori, 2013, € 10,00.

Cristina Campo, Gli imperdonabili, Adelphi, 2013, € 19,00.

Libri libri libri

Per inaugurare al meglio questo blog appena nato, ecco alcune delle novità più interessanti del mese di gennaio 2014.

A. Moresco, Fiaba d'amore, Mondadori, 2014.

A. Moresco, Fiaba d’amore, Mondadori, 2014.

«Andavano avanti così, lentamente, senza parlare, nel mondo che si accendeva, e i passanti che incrociavano sul marciapiede si giravano a guardare sbalorditi quei due, un vecchio straccione dai capelli lunghi e dal naso rotto e una meravigliosa ragazza che stavano camminando abbracciati.
Se avessero alzato gli occhi al di sopra della città e delle case e dei palazzi e dei tetti, avrebbero visto anche la forma di un colombo che stava volando sopra di loro, con la sua ala ferita, con il suo volo sghembo, nel cielo».

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«Quando Hakan, per la seconda volta, mi ha spiegato controvoglia quello che vedeva davanti a sé, ostinandosi a negare l’esistenza della stanza, ho capito che dovevo fare un gesto concreto. Ho allungato un braccio e ho puntato l’indice, in modo che il polpastrello toccasse la porta.

“Porta” ho detto.

Hakan mi ha guardato di nuovo con quel sorriso scemo e lo sguardo vitreo.

“Parete” ha risposto.

“Porta” ho ripetuto.

“Parete” ha ribadito lui».

Georges Simenon, I fratelli Rico, Adelphi, 2014.

Georges Simenon, I fratelli Rico, Adelphi, 2014.

Con questa impeccabile storia di gangster, usando tutti i topoi e gli stereotipi del genere, Simenon vince una sorta di scommessa: scrive cioè un romanzo di ambientazione mafiosa all’altezza di quelli dei suoi grandi colleghi americani – e al tempo stesso una storia che ha la potenza della tragedia antica.

Peter Cameron, Andorra, Adelphi, 2014.

Peter Cameron, Andorra, Adelphi, 2014.

«Lo sviluppo della trama di questo romanzo uscito nel 1998 ma ambientato qualche decennio prima si svolge come in un certo tipo di noir esotico della Hollywood anni quaranta: location poco consueta (qui descritta con vividezza di particolari), colore locale, sentore di vago disagio dietro le situazioni superficialmente banali, donne interessanti, sottintesi, suspense senza che sappiamo veramente perché, e nella trama, incongruenze – incongruenze cui, trascinati dalla curiosità di sapere come va a finire, passiamo sopra volentieri -; nonché, of course, finale a sorpresa. A Hitchcock sarebbe piaciuto parecchio».

(Masolino D’Amico da “La Stampa” del 28/01/2014)

Susanna Tamaro, Illmitz, Bompiani, 2014.

Susanna Tamaro, Illmitz, Bompiani, 2014.

Illmitz è l’opera prima di Susanna Tamaro, rimasta finora inedita e rifiutata a suo tempo da molti editori , nonostante il sostegno di intellettuali autorevoli come Claudio Magris. 

Stephen King, Doctor Sleep, Sperling&Kupfer, 2014.

Stephen King, Doctor Sleep, Sperling&Kupfer, 2014.

Il piccolo Daniel Torrance, sopravvissuto alla tragedia dell’Overlook, è cresciuto e non ha perso la luccicanza: che fine hanno fatto i suoi demoni? Un ritorno in piena regola alle atmosfere di Shining, che i fan di King non potranno ignorare.

Alessia  Gazzola, Le ossa della principessa, Longanesi, 2014.

Alessia Gazzola, Le ossa della principessa, Longanesi, 2014.

Ambra Negri Della Valle, la collega carogna per antonomasia, la ragazza perfetta che non fa che mettere la pasticciona e simpaticissima Alice Allevi di fronte ai suoi numerosi limiti, è scomparsa. Alice e Claudio Conforti (il perfido e affascinante ricercatore in medicina legale, ex di Ambra e legato ad Alice da un complicato e sfuggente rapporto) temono il peggio quando vengono chiamati dalla procura per esaminare un cadavere ritrovato in un campo. Per fortuna non si tratta di Ambra, ma di una giovane archeologa scomparsa anni prima, mentre stava per partire per una missione di scavo nei territori palestinesi. Chi l’ha uccisa e sepolta come in un rituale con accanto una coroncina di plastica?

Joyce Carol Oates, Ragazza bianca, ragazza nera, Mondadori, 2014.

Joyce Carol Oates, Ragazza bianca, ragazza nera, Mondadori, 2014.

Philadelfia, 1975. In un campus prestigioso e progressista, una ragazza viene trovata morta in circostanze non troppo chiare. Di Minette Swift si sa che era una studentessa dal carattere deciso, scostante e facilmente suscettibile. Ma soprattutto era una delle poche ragazze di colore in quella scuola all’avanguardia. Genna Hewett-Meade era la sua compagna di stanza e, all’opposto, è una personalità tranquilla, accomodante: una ragazza dell’upper class che tenta in tutti i modi di riparare agli involontari privilegi che la sua educazione elitaria le ha assicurato. Le due non sono propriamente amiche, ma in qualche modo dividono una parte delle loro giornate. Così, quando a metà del loro primo anno Minette diventa improvvisamente il bersaglio di un’ondata di offese e molestie razziste, Genna sente il dovere di proteggere l’amica, costi quel che costi… Quindici anni dopo, tormentata dal ricordo di quella morte, Genna proverà a ritornare indietro a quei mesi, alle settimane, fino a ricostruire le poche ore che hanno preceduto la morte tragica di Minette. Guardando in faccia la propria identità, chiedendosi quanto le strutture sociali in cui lei stessa era immersa abbiano avuto a che fare con quella morte. Genna si troverà costretta a rimettere in discussione la sua famiglia, a cominciare dal padre, un avvocato di spicco nella difesa dei diritti civili.

Bambini

D. Calì - T. Baas, Mamma, prima dov'ero?, Rizzoli, 2014.

D. Calì – T. Baas, Mamma, prima dov’ero?, Rizzoli, 2014.

Un piccolo albo per dare risposta alla prima domanda che di solito un bambino fa alla sua mamma: “Mamma, prima dov’ero?” Tutte le risposte, illustrate con il tratto poetico di Thomas Baas, sono un omaggio alla vita e all’amore per le piccole cose che contempliamo ogni giorno.

Laurent Moreau, Dopo, Orecchio Acerbo, 2014.

Laurent Moreau, Dopo, Orecchio Acerbo, 2014.

Una dopo l’altra si susseguono le stagioni, e un ragazzo s’interroga sul “dopo”, facendoci partecipi delle sue sensazioni, delle sue emozioni. Dei brividi dopo il bagno e dell’affanno dopo la corsa, della gioia dell’incontro dopo la separazione, del silenzio dopo la collera. Ed è ancora la natura – la pianta dopo il seme, il frutto dopo il fiore – che accompagna le sue riflessioni sulla crescita – dopo il compleanno sono diventato un po’ più grande; dopo molti anni sarò sempre lo stesso? – fino ad arrivare a quelle sul tempo e sullo spazio – dopo questo secondo non ce ne sarà un altro uguale; cosa c’è dopo l’orizzonte? – e persino, lievi e delicate, sulla morte. La vita, il tempo che passa, gli interrogativi sul futuro, la gioia dell’attimo presente nell’immaginario, diretto e immediato, dell’infanzia.

M. Bonniol - P. Bertrand, La vendetta di Cornabicorna, Babalibri, 2014.

M. Bonniol – P. Bertrand, La vendetta di Cornabicorna, Babalibri, 2014.

L’attesissimo ritorno della vendicativa Cornabicorna!

Maria rita Parsi, L'isola delle cacche, Coccole e Caccole, 2014.

Maria rita Parsi, L’isola delle cacche, Coccole e Caccole, 2014.

A tre anni è difficilissimo separarsi dalla propria cacca. Quell’enorme vortice dentro il water non fa pensare nulla di buono sul luogo dove vada a finire. Per dispetto Teo rinvendica un suo sacrosanto diritto: “La cacca è mia e la gestisco io!”. E se invece tutte le sue cacche finissero in un posto sicuro…? Allora sì… potrebbe farla tranquillamente!

Saggistica

G. De Rita - A. Galdo, Il popolo e gli dei, Laterza, 2014.

G. De Rita – A. Galdo, Il popolo e gli dei, Laterza, 2014.

Il popolo e gli dei si sono allontanati irrimediabilmente. La Grande Crisi ha separato con un abisso i diversi gironi della società e si è spezzata la catena di connessioni tra il popolo e l’élite. Abbiamo ceduto sovranità a sfere sovranazionali e a oscuri poteri finanziari, coperti dall’impunità e inquinati dai conflitti di interesse. Siamo diventati sudditi di regni lontani. La politica e gli italiani non hanno più molto da dirsi. Il rapporto si è deteriorato e si è spento nella reciproca separatezza. Siamo un popolo vitale, dobbiamo però riprendere la strada dello sviluppo e recuperare sovranità. E soprattutto dobbiamo ridurre le distanze tra sempre più ricchi e sempre più poveri. Non si riaccende la fiamma dei desideri senza interpretarli, senza individuare un orizzonte condiviso, senza riscoprire il fascino di un sogno collettivo.

Nicolò Carnimeo, Com'è profondo il mare, Chiarelettere, 2014.

Nicolò Carnimeo, Com’è profondo il mare, Chiarelettere, 2014.

Quanta “plastica” può tollerare il nostro organismo? Quanto mercurio c’è nel pesce che mangiamo? L’Adriatico è una discarica di tritolo? Perché meduse e alghe aliene invadono i nostri mari? A queste domande pochi sanno rispondere, non vi è coscienza di quanto oggi accade nel mare, come e perché il Mediterraneo e gli oceani stiano mutando rapidamente sotto i nostri occhi inconsapevoli. Da qui nascono tre reportage che Carnimeo ha scritto navigando oltre le rotte convenzionali nel mare di plastica, nel mare di mercurio e nel mare di tritolo: un’immensa discarica, fotografia e conseguenza del modo in cui abbiamo scelto di vivere. C’è però chi non ci sta a lasciare questa pesante eredità alle generazioni future.

Gustavo Zagrebelsky, Fondata sulla cultura. Scienza, arte e Costituzione, Einaudi, 2014.

Gustavo Zagrebelsky, Fondata sulla cultura. Scienza, arte e Costituzione, Einaudi, 2014.

La società non è la somma di rapporti bilaterali concreti, tra persone che si conoscono reciprocamente. È un insieme di rapporti astratti di persone che si riconoscono come appartenenti a una medesima cerchia umana, senza che gli uni nemmeno sappiano chi sono gli altri. Come può esserci vita comune, cioè società, tra perfetti sconosciuti? Qui entra in gioco la cultura. Dopo “Fondata sul lavoro”, Gustavo Zagrebelsky prosegue la sua riflessione sui principi della Costituzione: al centro di questa riflessione stanno le idee, la loro importanza nella nostra esistenza, la gioia che possono procurare e i pericoli che ne insidiano l’autenticità. Senza idee, non c’è cultura; senza cultura non c’è società. E, senza libertà della cultura non c’è libertà della società.